Grano saraceno: 3 facili ricette da leccarsi i baffi

Semplici e perfettamente bilanciate, gustose ma al tempo stesso ideali anche per i celiaci.

Stiamo parlando delle preparazioni fai da te che molti di noi, con un pizzico di fantasia e un po’ di tempo a disposizione, potrebbero realizzare all’interno delle loro cucine.

Quali sono nello specifico? Passiamone in rassegna qualcuna di esse.

1. Hamburger di verdure con farina di grano saraceno

Chi lo ha detto che gli hamburger sono solo di carne?

Per i più salutisti ed amanti delle verdure ecco un’ottima ricetta a base di grano saraceno e verdure.

Le nuove farine “alternative”: come districarsi in un mare di offerte

Sulle farine in generale e sulle farine senza glutine in particolare circolano tante di quelle voci e tanta di quella disinformazione che il rischio che i celiaci consumino ingredienti a loro dannosi è davvero dietro l’angolo. La farina rappresenta uno dei principali ingredienti alla base della preparazioni culinarie della nostra gastronomia, essa è sana energia per la buona tavola.

Ciò premesso, crediamo sia non solo utile, bensì salvifico, passare in rassegna le principali farine “alternative” che il nostro mercato attualmente ci propone.

Farina di grano saraceno

Già conosciuta in molte antiche ricette italiane tipiche, la si può utilizzare per la preparazione di pasta fresca, pizza, pane, crespelle e dolci.

Ha un gusto marcato e deciso, non dolce, anzi vagamente amarognolo.

In genere è preferibile miscelarla con altre farine senza glutine, ad esempio, quella di riso.

Celiachia e OGM: che non sia colpa del grano moderno?

Esiste una correlazione tra la celiachia, la sensibilità al glutine e le modificazioni che il grano moderno ha subito in agricoltura?

La domanda è più che legittima, visto che è ormai ampiamente conclamato come, in questo settore, siano stati concepiti decenni fa accorgimenti più disparati finalizzati a rendere le coltivazioni più resistenti e produttive. Secondo il professor Luciano Pecchiai esperto di Alimentazione e Medicina Naturale, nonché primario patologo dell'Ospedale dei Bambini "Vittore Buzzi" di Milano, la diffusione della celiachia e dell’intolleranza al glutine, disturbi questi ormai diffusi in maniera sempre più capillare, sarebbe senza dubbio alcuno da ricercare nel frumento moderno.

La ricerca prende le mosse da un dato preciso: come mai per millenni le popolazioni antiche, che ci hanno preceduto, hanno consumato tranquillamente ed abbondantemente grano, senza manifestare simili intolleranze?

Ultime notizie dal mondo: ecco il piccolo farro che aiuta a prevenire la celiachia

E se fosse possibile reperire in commercio un cereale in grado di restituire il piacere del gusto di un goloso piatto di pasta a chi, a causa della celiachia o dell’intolleranza al glutine, non può assolutamente permetterselo? Bene, non si tratta né di utopia né di fantascienza: un cereale del tutto simile al grano esiste.

Trattasi del piccolo farro. Questo alimento, pur godendo di una composizione e di proprietà nutrizionali del tutto analoghe a quelle del grano, contiene, infatti, differentemente da esso, un tipo di glutine particolarmente digeribile, adatto pertanto a chi è, in forma più meno grave, è sensibile a questa sostanza.

Il grano monococco, infatti, o “piccolo farro” è estremamente digeribile e più “tollerabile” a livello gastro-intestinale, rispetto agli altri cereali.

Una bella notizia per tutti gli amanti di pasta & company.

Non resta dunque che capirne di più.

Allergie alimentari: troppi ipersensibili immaginari in Italia

Sono più di due milioni gli intolleranti al lattosio e ad altre sostanze contenute negli alimenti nel nostro paese. Tra questi oltre 600.000 sono bambini.

Secondo alcune stime, tuttavia, sono molti di più (oltre 8 milioni) gli “ipersensibili immaginari”, ovvero coloro che attribuiscono all’assunzione di un cibo particolare i sintomi più disparati, tipici di queste intolleranze alimentari.

Molte di queste persone si sono sottoposte a test molto spesso “fantasiosi” e fasulli, con il risultato che, per condizionamento psicologico, hanno rinunciato ad uno o più cibi.

Questi test “alternativi” a quelli consigliati dal nostro Ministero della Salute, tendono a crescere, purtroppo, nella misura di oltre il 10% annuo: come spiegano gli allergologi, questi rischiano di non far individuare i pazienti “veri”, ovvero quei pazienti che per “reali” condizioni necessitano di cure e diete particolari.

Celiachia: e se bastasse un enzima per sconfiggerla?

Complice la sempre più capillare diffusione di celiachia e allergie alimentari, le ricerche scientifiche e gli studi di laboratorio si stanno intensificando sempre più, sia a livello numerico che di entità.

Tra i tanti, spicca uno studio che si è svolto presso l’Università di Tampere: un team di scienziati finlandesi ha sondato e testato gli effetti di un nuovo trattamento non alimentare per il trattamento della celiachia.

Alla base dello studio vi è uno specifico enzima, l’ALV003: questo si è dimostrato in grado di diminuire le lesioni nell’intestino cagionate dall’assunzione di glutine nei soggetti celiaci.

Che questo enzima possa rappresentare una soluzione per migliorare la vita dei celiaci?